Po 80 latach wracają do Włoch szczątki Luigiego Norci z Cassino

Po 80 latach wracają do Włoch szczątki Luigiego Norci z Cassino. Poniżej artykuł Lello Castaldi:

TORNANO DALLA POLONIA DOPO 80 ANNI I RESTI DI NORCIA LUIGI DI CASSINO

BRESLAVIA. Al termine della seconda guerra mondiale il territorio tedesco di Breslavia, oggi Wroclaw, passarono alla Polonia assieme al villaggio di Lamsdorf (oggi Lambinowice). Fu il paese che ospitò campi di prigionia tedesca nel 1870 e successivamente 1939, fine della Seconda Guerra Mondiale. Il campo di concentramento in questione fu considerato uno dei campi più grossi d’Europa, conteneva fino a 300mila persone, prima del trasferimento ad Auschwitz. Il Norcia Luigi giovanissimo (Classe 1921), insieme ai suoi compagni si rifiutò di arruolarsi con i nazisti e fu internato, nel settembre 1943, nel campo di prigionia tedesco denominato “Stalag 344 Lamsdorf”. La storia del ritrovamento di questi resti risale al 1996, quando la direttrice del Centralnego Muzeum Jencòw Wojennych … Violetta Rezler, cercando negli archivi sulle sepolture dei soldati polacchi, trova misteriosamente un documento datato 1959 in cui parla di 60 soldati italiani morti nel campo di prigionia “Stalag 344 Lamsdorf”. “I nomi sulle croci erano illeggibili – riferisce ad un giornale locale Violetta Rezler – ma la fortuna ha voluto che nell’ambito di un progetto interdisciplinare, gli studiosi polacchi hanno prima riesumato due salme, individuandone i nomi attraverso la piastrina identificativa (Giovanni Paradivino e Luigi Norcia di Cassino)e poi tutti gli altri, che furono traslati tutti provvisoriamente nel Cimitero Militare Italiano di Bielany di Varsavia. ”Su richiesta dei familiari e grazie al nulla osta dell’Utcmd – sotto la direzione della Cancelleria Consolare, le spoglie dei caduti: Alimonti Giuseppe – Castignano; Bolentini Francesco – Leno; Bozzolan Emilio – Legnano; Coppe Angelo – Segusino; D’Amelio Tommaso – Atessa; Di Crescenzo Nunzio – Guardiagrele; Di Tulli Dante – Velletri; Favagrossa Ettore – Orizzona; Filiberto Renzo – Cemago; Gasparoni Antonio – Villaverla; Gervasio Amato – Verona; Miciotti Luigi – Baschi; Norcia Luigi – Cassino; Panizza Anselmo – Borgoforte; Pavidino Giovanni – Carpeneto; Piantini Francesco – Anghiari; Ravasio Alessandro – Ambivere; Valenti Santino – Calestrano; Cetrone Luigi – Jelsi; Dallari Almo – Carpineti; Rigo Vittorio – Santa Maria di Sala; Siligardi Renzo – Modena; Vedana Pietro – Sospirolo; Viele Domenico – Fragnete L’Abate; Pinna Lazzaro – Maracalag Onls (CA); Durando Battista – Varisella; Zaccanaro Mario – Rocca fr. Di Arsié; Falzaco Giovanni – Fiume Veneto: saranno rimpatriati.

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Richiamando le parole del Presidente della Repubblica: Sessanta soldati italiani che difesero l’onore della Patria rifiutando l’arruolamento nell’esercito tedesco o in quello di Salò. Di fronte a voi familiari, non ho pudore a confessare che raccogliere queste spoglie ed avviarle dopo 80 anni a degna sepoltura è stato uno dei momenti più toccanti della mia vita. Queste le parole dell’Ambasciatore d’Italia in Polonia durante la messa su suffragio. Tra le autorità Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Antonio, il generale polacco Wieslaw Kukula, il capo della Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa il generale Andrea Rispoli e la Console Onoraria Italiana a Breslavia Monica Kwiatosz.

Testo e foto Lello Castaldi




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